10.12.2023 – 2^ Domenica di Avvento:  “PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE!” (Mc 1,3)

10.12.2023 – 2^ Domenica di Avvento: “PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE!” (Mc 1,3)

Pubblicato da admin, Con 0 Commenti, Categoria: Liturgia, Omelie,

MOTIVO CHE GUIDA.
È più facile formare dei gruppi psicologici e legare gli altri con scopi che soddisfano comuni esigenze individuali ma transitorie, che costituire una comunione totale di vita dove il singolo è tutto nella considerazione degli altri e, allo stesso tempo, nulla per la cosciente e volontaria donazione di sé agli altri.
LA VIA È DEL SIGNORE.
È quella del Signore che Egli percorre per primo. È una via che per Lui appare in discesa mentre per noi dovrà essere in salita. Ma se in andata Egli la compie da solo, noi al ritorno la percorriamo con a Lui.
COME LA SI PREPARA.
Prima di tutto è bene sapere che, essendo la sua, è una scoperta per noi.
Poi, consapevoli che Egli l’ha percorsa per amore, anche il nostro percorso non può che essere che di amore.
Quindi possiamo vedere il tipo di amore, per non sbagliare misura; e ci accorgiamo che quel livello è possibile solo a Lui e anche a noi ma solo con Lui che va avanti.
Dice infatti: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso (non si ripieghi sula miseria del suo egoismo), prenda la sua croce ogni giorno (la vita nella sua interezza, senza scarti) e mi segua” (Lc 9,23).
E poi la vita nuova: “chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). Non solo vedrà le orme da percorrere ma assaporerà la vita che non termina.
POSSO SCOPRIRE I SEGNALI.
Essi rivelano sono i tornanti della vita: si vedono per la relazione con Gesù che matura strada facendo fino a non chiedere più cose futili – come un bambino i giocattoli – e nemmeno quelle più consistenti – che riguardano una vita bella e serena – ma quelle che nascono da un abbandono – che porta a richiedere ciò che Egli pensa bene e si rimane semplici servitori. E il servizio è restare nel suo amore.
Testimone: S. Teresina di Gesù bambino
«È la fiducia e null’altro che la fiducia che deve condurci all’Amore!» e nella preghiera diceva, «alla sera di questa vita, comparirò davanti a te a mani vuote, perché non ti chiedo, Signore, di contare le mie opere. Ogni nostra giustizia è imperfetta ai tuoi occhi. Voglio dunque rivestirmi della tua propria Giustizia e ricevere dal tuo Amore il possesso eterno di Te stesso».
Teresa ha potuto definire la sua missione con queste parole: “In Cielo desidererò la stessa cosa che in terra: amare Gesù e farlo amare”. “‘Attirami’, Signore, lo capisco, quando un’anima si è lasciata avvincere dall’odore inebriante dei tuoi profumi, non potrebbe correre da sola, tutte le anime che ama vengono trascinate dietro di lei: questo avviene senza costrizione, senza sforzo, è una conseguenza naturale della sua attrazione verso di te”. «L’ascensore che mi deve innalzare fino al Cielo sono le tue braccia, o Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere, anzi bisogna che io resti piccola, che lo diventi sempre di più». Teresina sottolinea sempre il primato dell’azione di Dio, della sua grazia.
Nei suoi ultimi giorni insisteva su questo: “Noi, che corriamo nella via dell’Amore, trovo che non dobbiamo pensare a ciò che ci può capitare di doloroso nell’avvenire, perché allora è mancare di fiducia». Se siamo nelle mani di un Padre che ci ama senza limiti, questo sarà vero qualunque circostanza accada, potremo andare avanti qualsiasi cosa succeda e, in un modo o nell’altro, si compirà nella nostra vita il suo progetto di amore e di pienezza.
Dall’ Esortazione Apostolica “C’est la Confiance” di Papa Francesco 15.10.2023