21.07.2019 – 16^ Tempo Ordinario: CHI È IL PROSSIMO?

21.07.2019 – 16^ Tempo Ordinario: CHI È IL PROSSIMO?

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Editoriali, Liturgia,

Il Vangelo presenta la celebre parabola del “buon samaritano” (cfr Lc 10,25-37). Egli incontra lungo la strada un uomo derubato e percosso dai briganti e si prende cura di lui.

Gesù lo propone come modello; proprio uno che non aveva fede! Anche noi pensiamo a tanta gente che conosciamo, forse agnostica, che fa del bene.

Gesù sceglie come modello uno che non era un uomo di fede. E questo uomo, amando il fratello come se stesso, dimostra di amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze – il Dio che non conosceva! –, ed esprime nello stesso tempo vera religiosità e piena umanità.

Dopo aver raccontato questa parabola tanto bella, Gesù si rivolge di nuovo al dottore della legge che gli aveva chiesto «Chi è il mio prossimo?», e gli dice: «Chi di questi ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?» (v. 36).

In questo modo opera un rovesciamento rispetto alla domanda del suo interlocutore, e anche alla logica di tutti noi. Ci fa capire che non siamo noi che, in base ai nostri criteri, definiamo chi è il prossimo e chi non lo è, ma è la persona in situazione di bisogno che deve poter riconoscere chi è il suo prossimo, cioè «chi ha avuto compassione di lui» (v. 37).

Essere capaci di avere compassione: questa è la chiave.

Questa è la nostra chiave.

Se tu davanti a una persona bisognosa non senti compassione, se il tuo cuore non si commuove, vuol dire che qualcosa non va. Stai attento, stiamo attenti. Non ci lasciamo trascinare dall’insensibilità egoistica. La capacità di compassione è diventata la pietra di paragone del cristiano, anzi dell’insegnamento di Gesù. Gesù stesso è la compassione del Padre verso di noi.

Se tu vai per la strada e vedi un senzatetto sdraiato lì e passi senza guardarlo o pensi: “Ma, effetto del vino. È un ubriaco”, domandati non se quell’uomo è ubriaco, domandati se il tuo cuore non si è irrigidito, se il tuo cuore non è diventato ghiaccio.

Questa conclusione indica che la misericordia nei confronti di una vita umana in stato di necessità è il vero volto dell’amore.

È così che si diventa veri discepoli di Gesù e si manifesta il volto del Padre: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). E Dio, nostro Padre, è misericordioso, perché ha compassione; è capace di avere questa compassione, di avvicinarsi al nostro dolore, al nostro peccato, ai nostri vizi, alle nostre miserie.

 

(Papa Francesco, Angelus 07.07.2019)