24.12.2023 – 4^ Domenica di Avvento: CONCRETEZZA E NORMALITÀ DI DIO

24.12.2023 – 4^ Domenica di Avvento: CONCRETEZZA E NORMALITÀ DI DIO

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L’EVENTO.
in un luogo reale, Nazareth; ad una persona concreta, una vergine; con un nome preciso, Maria; con tutta la realtà che la coinvolge, sposa di Giuseppe. Oggi, ora qui, anche per ciascuno c’è questo sguardo e questa attenzione.
INATTESO.
Perché l’eterno senza tempo entra nella storia del tempo e la segna di eternità. È Dio che crea di continuo e ridona bellezza quando qualcosa si deturpa.
Ciò che Egli chiede a Maria non corrisponde a ciò che accade normalmente sulla terra ma va oltre le normali leggi della natura. Accade l’impossibile per l’uomo ma non per Lui, Dio.
STRADA NORMALE
È quella scelta da Dio ma senza un inizio, Maria dice “non conosco uomo” e senza termine, l’angelo assicura “sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo …il suo regno non avrà fine”.
AMEN
Così risponde Maria. “E’ parola ebraica la cui radice significa solidità, certezza; con l’amen si riconosce quel che è stato detto come parola ferma, stabile, valida e vincolante. La sua traduzione esatta, quando è risposta alla parola di Dio, è questa: “Così è e così sia “. Indica fede e obbedienza insieme; riconosce che quel che Dio dice è vero e vi si sottomette.
È come se Maria avesse detto: Eccomi, sono come una tavoletta incerata: Dio scriva su di essa tutto ciò che vuole. Nell’antichità si scriveva su tavolette incerate; noi oggi diremmo: «Sono un foglio di carta bianca: Dio scriva pure su di me tutto quello che vuole»” (R. Cantalamessa).
Il mondo lo rinnova chi lo ha pensato, e può ben dire… “io faccio nuove tutte le cose” (Ap 21,5).
Maria genera Gesù e lo dà al mondo. Oggi cambia lo scenario ma l’evento lo stesso. Egli nasce nei cuori … anche in quello del nemico.
TESTIMONIANZA: RONDINE CITTADELLA DELLA PACE
“Si promuove la trasformazione creativa del conflitto attraverso l’esperienza di giovani che scoprono la persona nel proprio nemico”. E questo attraverso il lavoro difficile e sorprendente della convivenza quotidiana.
Il suo fondatore Franco Vaccari, psicologo, direttore del Nuovo Laboratorio di psicologia ad Arezzo e docente di Psicologia diceva tra l’altro: quando arriva alla stazione un israelita è un palestinese che va ad accoglierlo e viceversa.
E se lasciare solo un altro prepara la propria solitudine, così liberare l’altro dalla sua solitudine, rende vera la propria relazione. Ed è questa cura gli uni degli altri che poi dà a Dio la possibilità di stare con gli uomini.