15.03.2020 – 3^ di Quaresima: Acqua viva –  Gv 4, 5-15.19b-26

15.03.2020 – 3^ di Quaresima: Acqua viva – Gv 4, 5-15.19b-26

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Liturgia, Omelie,

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?».

I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: Dammi da bere!, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».

Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’ acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».

Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa».

Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te».

Parola del Signore

“Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno” (Gv 4,14).

È l’acqua viva che sgorga dal cuore di Gesù; è l’Amore cercato ma non trovato. La donna di Samaria va ad attingere acqua ma non si disseta! E chiede:

“Dammi di quest’ acqua, perché io non abbia più sete”.

Ella ha sperimentato a lungo la sete di affetto per questo ha avuto cinque mariti ma nessuno l’ha soddisfatta.

L’incontro con l’acqua viva nasce al pozzo di Giacobbe, là dove normalmente le piace andare. È là che ella scopre il vero Amore a cielo aperto nel grande tempio creato e costruito da Dio e che grida tutta la sua bellezza. È l’Amore che guida Dio in ciò che fa; è la sua firma.

È questa la preghiera più alta, che troverà nell’Eucaristia, la possibilità di assimilazione a Gesù per il suo Corpo e il suo Sangue e così far nascere il suo Corpo, la Chiesa.

Un Corpo che poi va ora da una parte e ora dall’altra a svelare Lui, a dire ad ognuno: Dio ti ama, Gesù è venuto per te, ha dato la vita per te.

È il rapporto recuperato con Dio da parte dei suoi figli che ritrovano casa.

Impegno:

Far sentire ognuno in famiglia, compreso e aiutato educato a uno stile di vita diverso e rispettato; imparare a “soffrire con chi soffre”: “ogni uomo è mio fratello” (Paolo VI)!

È la miglior preparazione alla Messa quando ci ritroveremo l’uno accanto all’altro consapevoli che solo la fraternità è la via più celere per andare a Dio.

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