9 Aprile – Al volo … «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo»

9 Aprile – Al volo … «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo»

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Al Volo,

«Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo»

Per nostra grande fortuna, c’è sempre un dopo. Il Signore ci conosce fin troppo bene. È consapevole dei nostri ritardi. E mette in atto la sua misericordia.

Colto questo, e dopo averne preso atto, possiamo cercare nel repertorio di Gesù i segreti della ricerca per poter capire.
Innanzitutto lo sfondo: “Sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.”(Gv 13,1)
Fermiamoci un po’ e pensiamo a mente fredda. C’è uno che sa di dover morire e invece di chiudersi in sé, di pensare alla sua sorte, di parlarne per poterla un poco lenire, mette in atto un amore definitivo verso altri, che sono suoi ma che non sono lì a semplice titolo personale.
Possiamo almeno intuire che l’Amore non è privo di dolore, anzi come afferma santa Bernardetta Soubirous: “quaggiù l’Amore puro non esiste senza sofferenza”.
Poi il contesto: “Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda di tradirlo, Gesù si alzò da tavola, e cominciò a lavare i piedi dei discepoli.” (Gv 13,2.5)
È dunque un contesto conviviale, segno di fraternità che stride con gli eventi che accadono: la decisione del tradimento da parte di Giuda, e quella di Gesù che ne spiega, in qualche modo, il motivo. Il tradire dice non comprendere, non ammettere, non accettare e quindi rifiutare. È paradossalmente che talora si tradisce per un amore mal compreso. È non credere ad un Amore che … ti mette sotto i piedi! Per Giuda è assurdo!
Quindi il ruolo di Pietro: “Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo».” (Gv 13,6.7)
Anche Pietro non capisce ma ha la bontà di attendere il dopo… quando capirà. Il primo Papa dovrà scoprire che la Chiesa è un servizio, un puro servizio e mai un potere. Forse oggi ci siamo, in qualche modo, arrivati a capire anche se non a comprendere. (dip)
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SEI TU, GESÙ CROCIFISSO E ABBANDONATO!
(titoli dallo scritto di Chiara Lubich)

POICHÉ ANCH’IO HO IL MIO PARADISO
MA È QUELLO NEL CUORE DELLO SPOSO MIO,
NON NE CONOSCO ALTRI.

Nel cuore dello sposo mio!
Nell’insieme di quei sentimenti:
senso di abbandono totale, affidamento al Padre,
esercizio di amore puro che dona la Madre agli uomini,
chiede il perdono per chi lo crocifigge,
promette con certezza il paradiso al malfattore che a Lui si affida.

In quel cuore c’è tutto ciò che a noi costa
ma che è vita vissuta in pienezza.
C’è l’uomo che vive il dramma
senza disperazione, amando.

Entrare in quel cuore
si scopre la parte vera dell’uomo e di Dio,
quella incomprensibile al di fuori.

L’uomo vive la tribolazione globale
ma Dio Padre non è assente
e invita, incita, comanda di Amare.
Sì, perché l’Amore, che in questo caso è puro,
è la via di uscita per entrare in paradiso.

L’Amore che trasforma alla fine anche la morte,
l’ultima uscita da questo tipo di mondo tribolato
per entrare definitivamente nell’ambiente di Dio, senza fine !

(Dip – continua)
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Pensiero del giorno

Dal Vangelo secondo Gv 13,1-15

CAPITE QUELLO CHE HO FATTO A VOI?

Possiamo dire: Signore, non riusciamo a capire! Ti abbiamo sempre immaginato e sognato come Colui che ha in mano tutto ed è capace di tutto. In particolare anche la nostra vita sulla terra, presa in mano da Te e da Te guidata, non poteva, nell’immaginazione e nel sogno, che avere momenti felici in tutti i tornanti del suo tragitto che, seppur in salita, avrebbero serbato una vittoria certa e piuttosto agile.
E ora, mi chiedo: Tu chi sei, Signore? Uno che lava i piedi a me … a tutti.
Oggi, in questo originale 2020, il rito lascia il posto alla realtà, il segno all’evidenza. Ognuno è chiamato a servire l’altro come gli viene chiesto e ad amarlo curando le piaghe dei suoi piedi – il piede è importante per tutta la persona! – e dirgli poi: ora cammina, anzi andiamo insieme, senza mai dimenticare che la cura delle ferite potrà sempre indicare l’amore reciproco concreto e un cammino insieme sicuro.
Quella vittoria certa rimane vera … solo che ora conosciamo il modo per conquistarla.

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Settimanale Parrocchia San Valentino in Villantria