05.10.2014 – 27^ Tempo Ordinario: Il Regno è di Dio

05.10.2014 – 27^ Tempo Ordinario: Il Regno è di Dio

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Liturgia, Omelie,

A voi sarà tolto il Regno di Dio… così termina il vangelo di oggi.

Il perché è chiaro: se ne sono serviti ma non si sono posti al suo servizio! L’ hanno cioè sfruttato per mettere in mostra le loro capacità come se fossero queste a portarlo avanti. Se ne sono appropriati facendone scudo di difesa e non un albero dove tutti possano godere della sua ombra.

E sarà dato ad un popolo…C’è qui un passamano estremamente doloroso perché dal tanto che si pensa di avere si rimane con un pugno di mosche in mano.

Che ne produca i frutti…il frutto del Regno viene evidenziato dal comportamento stesso dell’uomo che da in affitto la vigna – cioè Dio! – che mentre i contadini – cioè noi! – “uccidono” – in tante maniere chi contraddice i loro progetti egoistici e superbi! – Egli, Dio, “non uccide i contadini – cioè noi! – ma “toglie”, priva trasferendo la promessa ad altri.

Il Regno di Dio è portato a vanti da queste motivazioni profonde:

– Lavorare sapendo che i frutti non sono propri!

Si tratta di capitale di Dio di cui Egli è talmente geloso da licenziare senza alcuna possibilità di reintegro. Per poterci lavorare è necessario lasciarsi guidare dallo Spirito e chiedere: cosa vuoi, Signore? Cosa è bene? Cosa è opportuno che io faccia? E poi mettersi a disposizione come servitori veri, in quanto scelti, ma che si ritengono inutili, cioè pronti a lasciare, al distacco dal bene fatto.

– Sapendo pure che il Padrone non si dimentica della sua vigna!

Egli, pur lontano, è sempre vicino, conosce i comportamenti e il cuore di ognuno con la sua libertà, e soprattutto se c’è amore o egoismo.

Egli sa che il suo Regno ha bisogno di persone che gettano se stessi come semi nei solchi del suo terreno e, per questo, carica i suoi operatori del coraggio di donarsi a fondo perduto.

– Sapendo infine che i suoi inviati sono determinanti per capire da che parte si sta!

Essi sono come dei profeti in grado non solo di dire la verità anche di pagare per essa. Invisi e scartati diventano luce e pietra da fondazione! Seguire ciò che essi esprimono è dare spazio allo Spirito che fa vivere nel tempo e fa trovare i mezzi per lavorare.

In concreto:

Anche noi tutto potremmo perdere da un momento all’altro se non ricominciamo ogni giorno a scegliere la via dell’amore dove l’altro “non è ucciso” , in qualche modo ma viene accolto perché i frutti vengano condivisi secondo il progetto di Dio. Seguendo la via dell’Amore, si fanno scoperte interessanti, magari che il Regno di Dio è costruito da qualcuno che non avremmo mai pensato degno di farlo.

Esperienza.

Ero in un’ altra parrocchia e un giorno una persona che aveva preso parte ad una celebrazione, mi confidò: “Oggi mi sono sentita bene, si respirava un’ aria diversa: ma da cosa dipende?”.

Con molta spontaneità le confidai: “Vedi, la parrocchia si può portare avanti in tante maniere, ad esempio come organizzazione dove tutto è ben congeniato e i quadri pastorali sono a posto, oppure come ambiente dove ci si spende donando la propria vita. Io ho scelto questo secondo modo! Forse è per questo che ti sei sentita bene e a tuo agio”.