28.06.2015 – 13^ Tempo Ordinario: Laudato sì – Un serio esame di coscienza

28.06.2015 – 13^ Tempo Ordinario: Laudato sì – Un serio esame di coscienza

Pubblicato da Stefano, Con 0 Commenti, Categoria: Editoriali, Liturgia,

È arrivata la tanto attesa enciclica di papa Francesco sul rispetto del Creato. Il titolo è inconsueto: non più in latino, ma addirittura in italiano: Laudato si’. Ma è molto appropriato, visto che si tratta dell’inizio del Cantico delle creature di san Francesco d’Assisi. E in effetti il lungo testo del Papa, quasi 200 pagine, è un inno di lode a Dio per la bellezza del mondo e delle sue creature.

Ma nello stesso tempo è una forte e documentata “arringa” rivolta agli uomini che hanno sfruttato, avvelenato, deturpato questa «casa comune». Così la chiama Francesco con un’espressione bella e forte. La Terra in cui abitiamo, infatti, è la nostra casa e dobbiamo averne cura.

Sulla scia del Poverello di Assisi, il Papa definisce poi la Terra come «una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia» e «una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza».

Come possiamo rimanere insensibili di fronte a una madre e a una sorella, come possiamo non ammirarne la bellezza, e non muoverci a pietà di fronte alla devastazione e al saccheggio di cui è fatta oggetto?

Il testo del Papa è lungo e piuttosto impegnativo. L’invito è a leggere con attenzione questa “lettera circolare” (è il significato della parola enciclica), per fare poi un attento esame di coscienza.

Francesco, infatti, non si limita a delle riflessioni sulla cura della Terra, nostra «casa comune». Ci chiede anche di agire. Non si rivolge solo ai politici o ai potenti della Terra, ma a ciascuno di noi.

Cosa possiamo fare?

Il modello è san Francesco, che vedeva nella natura «uno splendido libro nel quale Dio ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà».

Il santo di Assisi, scrive il Papa, era «un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso». In lui si comprende «fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore».

 

don Antonio Rizzolo, direttore di “credere”, editoriale 25/2015